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ATTIVITÀ
Oltre i limiti del turismo all'italiana

Autori: Gianfranca Traclò, Walter Tortorella
Con il contributo di: Intesa Sanpaolo
Editori: Il Mulino
Da oltre mezzo secolo il turismo internazionale è in continuo sviluppo, raggiungendo nell’ultimo anno il non trascurabile incremento annuo del 5,6%.
Nei primi otto mesi del 2007 sono stati registrati già 610 milioni di arrivi di turisti internazionali, 32 milioni in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e a fine 2007 si prevede che toccheranno i 900 milioni, mentre per il 2020 raggiungeranno il miliardo e mezzo; le entrate hanno superato già nel 2006 i 500 miliardi di euro e le previsioni indicano una crescita costante nei prossimi 15 anni. Lo sviluppo del turismo nell’area asiatica (l’Asia ha fatto registrare nel 2007 un + 10% contro una crescita molto più moderata di Europa e Americhe, che si attesta al 4%), l’affermarsi di nuove destinazioni, la riduzione dei costi di trasporto incrementano il livello di competitività e spostano la frontiera dell’efficienza sempre più avanti.
E' il turismo italiano come si colloca a livello internazionale?
La situazione non è delle più rosee: il nostro paese ha ridotto negli anni la sua quota di mercato e oggi è al quinto posto per arrivi internazionali; la capacità competitiva dell’industria turistica, misurata in termini di rapporto qualità – prezzo, risulta di gran lunga inferiore a quella dei suoi storici competitor europei: Francia e Spagna.
Inoltre, il rapporto internazionale – il “Country Brand index 2007”, pubblicato dal Future Brand, un network specializzato in strategie di marketing, afferma che l’Italia, pur restando ancora oggi uno dei migliori “marchi” turistici del mondo nelle preferenze dei visitatori, nel 2007 perde ben due posizioni nella classifica mondiale e scivola dal terzo al quinto posto, preceduta da Australia, Stati Uniti, Inghilterra e Francia.
Anche Gli esperti del World Economic Forum (Wef) nel rapporto 2007 sul turismo premiano la Svizzera e relegano l'Italia al 33° posto, subito dopo la Malaysia.
Il ricco patrimonio naturale, culturale e artistico dell’Italia, nonché l’apertura all’esterno e le dimensioni delle risorse attivabili, fanno sì che il comparto del turismo rappresenti certamente un potenziale settore di espansione per la crescita economica del Paese.
Un settore, però, che ha avuto nell’ultimo decennio crescenti difficoltà a conservare il ritmo di incremento di presenze e fatturato che aveva caratterizzato la seconda metà degli anni novanta. A causare questa minore attrattività, più che ragioni di tipo internazionale sul fronte della domanda, hanno inciso fattori di carattere nazionale dal lato dell’offerta: ovvero, una ridotta capacità concorrenziale del comparto nel suo insieme, a fronte di una maggiore competitività da parte di altri paesi con caratteristiche di offerta simili. Le cause di tale situazione sono molte e complesse e gli autori del volume tentano di affrontarle e comprenderle, dimostrando che l’Italia si trova di fronte a una sfida importante, perché il turismo è un settore strategico che coinvolge una pluralità di attori pubblici e privati, e che esistono ancora margini di crescita per l’industria turistica italiana.
    Anno:      2007
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Oltre i limiti del turismo all'italiana
 
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